20 ANNI DI ENPAPI: BILANCIO E MISURE A SOSTEGNO DEGLI INFERMIERI

intervista a cura della Redazione di Teleregione

Una attività mutata negli anni e diventata una vera e propria professione intellettuale. Un cambiamento che ha toccato da vicino, con un aumento significativo degli iscritti, anche lo stesso ENPAPI, l’Ente nazionale che si pone l’obiettivo di fornire la tutela previdenziale e la protezione assistenziale agli infermieri. Con tante misure pensate soprattutto a sostegno di quanti esercitino l’attività in forma autonoma e per i giovani che vogliano intraprendere la professione. Sono le tante riflessioni emerse nel corso di un convegno, organizzato a Bari, presso l’Hotel Nicolaus e celebrato in occasione dei 20 anni compiuti dall’istituzione e dalla nascita dell’ENPAPI.

Un’occasione per tracciare il bilancio su come sia cambiata, nel tempo, la professione infermieristica. Ma anche per evidenziare le forme assistenziali pensate a beneficio delle nuove generazioni e dei liberi professionisti.

Il convegno organizzato a Bari, un momento anche per riflettere sulle ultime iniziative intraprese dalla Regione Puglia, con la stabilizzazione dei precari del mondo della sanità.

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DAGLI INVESTIMENTI AL WELFARE “UN ENTE IN EVOLUZIONE”

intervista al Presidente Mario Schiavon a cura della dott.ssa Paola Venanzi

 

“Sono stati intrapresi investimenti nei settori delle energie alternative, delle infrastrutture e dell’immobiliare, garantendo una efficace tenuta del valore del proprio portafoglio di investimenti”, sottolinea il Presidente Schiavon che nella lunga intervista parla di welfare, del cambiamento, delle nuove tecnologie e di una professione tutta proiettata verso il futuro.

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LA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA, NASCE L’EBOOK ENPAPI-NURSE24.IT

Comunicato Stampa ENPAPI-NURSE24.IT

Quella dell’infermiere è una professione che rappresenta il 40% dei professionisti e dei lavoratori occupati nel settore della sanità. Ad oggi, vista la difficoltà di avere un contratto di lavoro subordinato, molti infermieri, soprattutto giovani appena laureati, scelgono di esercitare la professione nella forma del lavoro autonomo. Ne consegue che la libera professione sia in forte e continuo sviluppo per le opportunità che riserva. Nasce da questo l’eBook firmato ENPAPI, Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica, e Nurse24.it, quotidiano online di riferimento del settore, che fornisce tutte le informazioni utili a chi vuole intraprendere la libera professione infermieristica e per chi già la svolge.

L’eBook si intitola “La libera professione infermieristica. Una scelta consapevole tra etica, opportunità e servizi”. Nel testo si affrontano le tipologie di contratto, i compensi, la previdenza sociale, con un occhio anche agli aspetti etici. Una vera e propria guida per l’esercizio della libera professione infermieristica.

Numerosi i contributi di esperti del settore, da Angelo Pandolfo, professore ordinario di diritto del lavoro alla Sapienza di Roma a Stefano Piras, avvocato cassazionista, passando per Luigi Giampaolino, magistrato e Presidente emerito della Corte dei Conti, Sergio Ceccotti, commercialista, e naturalmente Mario Schiavon, Presidente ENPAPI. Al giornalista Francesco Giorgino è affidata la prefazione del libro.

“Quella della libera professione infermieristica è una grande opportunità – e Mario Schiavon Presidente di ENPAPI -, i liberi professionisti che esercitano con convinzione sono persone gratificate”.

“Il giovane infermiere che si affaccia al mondo del lavoro – continua Schiavon – deve sapere quali sono gli elementi che vanno a costituire un compenso, deve essere formato. Altrimenti il rischio è quello di essere completamente nelle mani degli intermediari”.

L’eBook è scaricabile gratuitamente dal sito https://www.nurse24.it/.

Video di presentazione del Presidente Mario Schiavon: https://youtu.be/PgINB51wYJE

 

di MARIO SCHIAVON

Dal 29 settembre all’1 ottobre 2017 si è tenuta a Sorrento la Seconda Convention di EOS Investment Management, riservata esclusivamente alle Casse di Previdenza, allo scopo di sensibilizzare il mondo della previdenza sul tema degli investimenti a sostegno dell’economia reale italiana.

VISUALIZZA INTERVISTA AL PRESIDENTE MARIO SCHIAVON

 

IL PRESIDENTE DELL’ENPAPI ASSICURA GLI INFERMIERI NEO LAUREATI: “SIAMO ATTENTI A CHI PUO’ AVERE DIFFICOLTA’ ALL’AVVIO DELLA PROFESSIONE”

di NURSE TIMES

“Faccia a faccia” con Mario Schiavon numero uno dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica. “I giovani che escono dall’Università molte volte non hanno nessun orientamento sull’esercizio della libera professione. Ma è un aspetto importante e lo dicono anche i numeri”. L’intervista realizzata dal Direttore Responsabile di NURSE TIMES, Salvatore Petrarolo.

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UN MILIONE DI EURO PER ASSISTERE GLI INFERMIERI IN DIFFICOLTÀ

di Nurse24

Dal 2012 i soldi derivanti dalla riduzione dei costi degli Enti di Previdenza privati e privatizzati venivano tassati, prima del 5% e poi del 15%. In pratica, gli Enti tagliavano e risparmiavano e poi sul gruzzolo accumulato nell’anno dovevano prelevare una bella somma che finiva in tasca allo Stato. Da quest’anno la Corte Costituzionale, con la sentenza 7/2017, ha detto basta. La Consulta si è espressa in difesa dell’autonomia delle casse e di fatto ha dato il via libera agli enti per poter riavere indietro i soldi.

Nel caso dell’ENPAPI parliamo di circa 200 mila euro l’anno versati dal 2012 ad oggi. In pratica, facendo un rapido calcolo, circa un milione di euro. «Non so se recupereremo tutto – dice Mario Schiavon Presidente dell’ENPAPI -. Ci sarà un confronto con i Ministeri e ci saranno delle disposizioni da seguire. Intanto però ribadiamo che noi siamo stati sempre contrari a pagare questa tassa. Siamo privati sotto il profilo gestionale e autonomi sotto il profilo finanziario. Questo perché i soldi che noi abbiamo li riceviamo dai nostri iscritti e con questi dobbiamo dare assistenza. Se siamo autonomi sotto tutti i profili è anche vero che dovremmo avere la possibilità di gestire al meglio le risorse a favore dei nostri iscritti. Forse i governi nel tempo sono andati un po’ oltre nei rapporti con le Casse».

Ma adesso la musica cambia. E Schiavon ha già in mente che cosa fare con quei soldi, non appena torneranno a disposizione. «Assistenza, assistenza, assistenza – dice -. Abbiamo un fondo assistenza che va a soddisfare le domande degli iscritti. Le priorità sono per le persone maggiormente in difficoltà economica, per le malattie e per gli orfani». Nel tempo i redditi dei professionisti della sanità sono calati e non di poco. Dai 30 mila euro l’anno di fatturato dichiarato nel 2008, ad oggi si arriva a malapena ai 25 mila euro. Senza considerare altre forme di lavoro autonomo, come i voucher, che spesso mascherano lavoro dipendente a tutti gli effetti. «Su questo punto – dichiara Schiavon – siamo stati sempre chiari: i voucher non sono ammissibili». E poi ci sono i giovani neolaureati costretti ad andare a lavorare magari nelle case di riposo private a 5 euro l’ora e finire pure nella turnazione notturna.

Purtroppo – dice Schiavon – l’effetto della diminuzione dei redditi è dovuto proprio all’entrata di tanti giovani nel mondo del lavoro con un reddito davvero basso.

Insomma i redditi dei liberi professionisti tendono ad andare sempre più giù, i giovani hanno sempre più difficoltà ad avere compensi dignitosi. E allora l’ENPAPI può essere un’ancora di salvezza per molti. «Negli ultimi anni – dice Schiavon – siamo passati dai 200 mila euro l’anno destinati all’assistenza a quasi tre milioni di euro l’anno. E parliamo di assistenza in termini di malattia dopo 30 giorni, interventi di stato di bisogno fino a 12 mila euro l’anno, mille euro al mese che diamo ai bambini orfani, 500 euro al mese a chi ha un portatore di handicap in casa. Tutti interventi che possiamo arricchire se avessimo la disponibilità finanziaria».

 

IL “VENTENNALE” DEGLI ENTI 103

di Simona D’Alessio

La fiducia (ben riposta) nelle opportunità di assistenza del proprio Ente previdenziale da parte degli iscritti. È stato questo uno degli elementi principali emerso durante la terza e ultima celebrazione tenutasi nell’arco del 2016 per il ventennale delle Casse pensionistiche private (sorte grazie al Decreto legislativo 103 del 1996), che si è svolta il 13 dicembre, presso il Centro Congressi Roma Eventi, a due passi da Piazza di Spagna, nel cuore della Capitale; protagonisti della giornata i cinque Enti di «nuova generazione», ossia l’ENPAPI (che accoglie chi esercita la libera professione infermieristica), l’ENPAB (Biologi), l’ENPAP (Psicologi), l’EPAP (Geologi, Chimici, Attuari e Dottori Agronomi e Forestali) e l’EPPI (Periti Industriali), i cui Presidenti Mario Schiavon, Tiziana Stallone, Felice Damiano Torricelli, Stefano Poeta e Valerio Bignami hanno sì illustrato i risultati ottenuti a beneficio dei 160.238 professionisti loro associati, ma hanno pure messo in luce le criticità, a partire dall’onerosa tassazione e dai risparmi alle spese interne i cui proventi (in base alla «spending review», applicata alle Casse, sebbene siano private) devono essere destinati all’Erario e non a migliorare le prestazioni degli iscritti.

Come accennato, però, grande spazio nel dibattito lo hanno avuto le testimonianze di coloro che figurano negli elenchi degli Enti, in grado di rappresentare in maniera genuina la propria esperienza. Per l’ENPAPI lo ha fatto Simone Cioccari, un infermiere romano che pratica la libera attività dal 2011: la sua storia è quella di chi si è avvicinato con perplessità e pregiudizi alla propria Cassa pensionistica, domandandosi per quale ragione dovesse versarvi i contributi, e in un breve lasso di tempo si è dovuto ricredere, poiché ne ha compreso le potenzialità ed i vantaggi sulla propria pelle. Le prime rimostranze, ha raccontato alla platea, nel corso del convegno, le aveva espresse attraverso un gruppo creato su un «social network», definendo se stesso ed altri colleghi «vittime» dell’ENPAPI; Schiavon, però, venuto a conoscenza di questa protesta che correva sul web tramite una email, ha chiesto di incontrare Cioccari, che si è recato nella sede dell’Ente con qualche altro infermiere. Il faccia a faccia, ha spiegato, si è svolto con il Presidente che «ci ha messi a nostro agio e ha risposto alle nostre domande in modo pacato e gentile, chiarendo i nostri molteplici dubbi frutto di mancanza di conoscenza» in materia previdenziale. Una «bella esperienza», che ha diradato «le macchie scure del nostro non sapere», a partire dalla quale «la considerazione verso l’ENPAPI e verso le persone che vi operano è cambiata radicalmente».

Il destino, tuttavia, aveva in serbo dell’altro per Cioccari, che ha toccato con mano il valore degli interventi di welfare predisposti dalla sua Cassa: ammalatosi di una patologia genetica nel 2015, ha subito «sette interventi di chirurgia addominale, sempre in regime di urgenza, e rischiando la vita più volte», dopo i quali sono sopraggiunti «problemi fisici» tali da impedirgli di lavorare. Avviata la pratica, l’Ente (che ne ha verificato le condizioni) gli ha «assicurato una importante entrata economica, che mi ha permesso di poter vivere dignitosamente nel mio periodo nero»; purtroppo, una nuova malattia alcuni mesi fa lo ha indotto a contattare nuovamente l’ENPAPI, per capire se «il ripetersi del mio quadro di salute potesse essere valutato per un ulteriore aiuto: con mia grande felicità, mi è stato accordato un nuovo sostegno finanziario, che mi sta aiutando tuttora, durante la convalescenza». Inoltre, ha voluto puntualizzare, «mi sono stati bloccati per un determinato periodo i pagamenti contributivi arretrati che stavo eseguendo, essendomi trovato in una fase di grande difficoltà economica».

La vicenda di Cioccari, pertanto, come rilevato dallo stesso iscritto, era iniziata con un’opinione negativa della propria Cassa previdenziale, ma l’esito è stato esattamente l’opposto: «sono strafelice – ha, infatti, concluso l’infermiere capitolino – di essermi sbagliato».

 

VIA LIBERA DEL GOVERNO A USO RISPARMI CASSE PER WELFARE PROFESSIONISTI

Comunicato Stampa ADEPP

Non più all’erario ma a beneficio dei professionisti. Il Governo si è espresso a favore della destinazione dei proventi della spending review delle Casse di previdenza private al welfare dei professionisti loro iscritti.

L’Esecutivo ha infatti accolto come raccomandazione l’ordine del giorno 9/4127-bis-A/3 presentato alla Camera dei Deputati dall’on. Silvia Fregolent durante l’iter della legge di bilancio 2017.

L’impegno prevede che i versamenti finora fatti dagli Enti di previdenza privati “al Bilancio dello Stato per le norme sulla «spending review», d’ora in poi vengano invece utilizzati per rafforzare direttamente il welfare sussidiario nei confronti dei liberi professionisti associati”.

“È un atto di giustizia che chiediamo da tempo – commenta Alberto Oliveti, presidente dell’AdEPP, associazione che raccoglie gli enti di previdenza privati -. Così come è giusto che i risparmi delle pubbliche amministrazioni vadano allo Stato, è altrettanto giusto che i risparmi degli enti privati vadano a vantaggio di chi li finanzia, e cioè ai professionisti”.

Negli ultimi tre anni gli enti di previdenza dei professionisti, pur essendo privati e non ricevendo contributi pubblici, hanno versato 29 milioni di euro nelle casse dello Stato in base alle norme sulla “spending review”.

“La crisi ha colpito duramente i professionisti italiani – continua il presidente dell’AdEPP – e non è più possibile caricare su di loro ogni tipo di spesa pubblica. Con questi fondi che speriamo di recuperare intendiamo finanziare interventi di sostegno al reddito per i nostri iscritti”.

 

 

 

RAPPORTO INVESTIMENTI ADEPP: CRESCE IL PATRIMONIO DEGLI ENTI DI PREVIDENZA PRIVATI

Comunicato Stampa ADEPP

73 miliardi di euro con una crescita percentuale di oltre 4 punti in un anno: a tanto ammontano le attività totali a valori di mercato detenute dagli Enti di Previdenza Privati aderenti all’AdEPP. Il dato è contenuto nel Rapporto sugli investimenti, realizzato dal Centro studi AdEPP,  presentato oggi a Roma.

LE CASSE PUNTANO SULL’ITALIA

Lo studio ha messo in luce la crescita delle risorse investite nell’economia nazionale. Per quanto riguarda la componente di titoli di capitale investita sul territorio italiano si registra un netto aumento, con le “azioni” tricolore che sono passate dal 22,7% al 28,8% del totale. Un balzo in avanti del 6,1% in un anno.

“Oggi le Casse hanno investimenti in titoli di capitale italiani per circa 3 miliardi di euro, un dato che fa emergere il ruolo di primo piano che gli enti dei professionisti interpretano nel sostegno alla crescita del Paese – ha detto il Presidente dell’AdEPP Alberto Oliveti durante la presentazione della ricerca –. Non a caso i nostri investimenti continuano ad andare in settori cruciali dell’economia reale”. Oltre che nel settore finanziario, infatti, i titoli di capitale italiani acquistati dagli Enti AdEPP sono ripartiti principalmente tra le Utilities (18%), il settore dell’Energia (12,8%), quello Sanitario (5,9%) e Industriale (5,7%).

“Ricordiamo comunque che in generale, considerando tutti i tipi di investimento, più del 60% delle nostre risorse sono in Italia, come ha già dimostrato un precedente studio basato sui bilanci 2014”, ha precisato Oliveti.

PATRIMONIO AUMENTATO

In totale le attività degli Enti aderenti all’AdEPP sono aumentate dai 69,9 miliardi del 2014 ai 73,3 miliardi di euro del 2015 (+4,6%).

“La crescita è dovuta alla buona gestione degli investimenti ma anche al fatto che il saldo tra le entrate contributive e le prestazioni delle Casse AdEPP è positivo – osserva Oliveti – e questo deve ricordare a tutti che i patrimoni degli Enti sono fatti di contributi dei lavoratori, accantonati per essere messi a reddito e per pagare pensioni, non per essere impiegati impropriamente o per essere decurtati da doppie o triple tassazioni”.

“Visto che ogni tanto qualcuno se lo dimentica o fa confusione, vale anche la pena sottolineare che nessuna Cassa previdenziale privata é mai fallita (INPDAI era pubblica quando fallì) e tutte stanno meglio di quando erano pubbliche”, ha ribadito il presidente dell’AdEPP.

GESTIONE SEMPRE PIU’ PROFESSIONALE

Un altro aspetto evidenziato dal Rapporto AdEPP è la tendenza sempre più marcata a una gestione indiretta del patrimonio sia mobiliare sia immobiliare. Se nel 2011 il 58,5% degli investimenti delle Casse era gestito direttamente e solo il 41,5% era a gestione indiretta, cinque anni dopo la situazione si è completamente invertita: a fine 2015 quasi il 59% del patrimonio era a gestione indiretta.

“Con l’aumento dei patrimoni, le Casse tendono a non gestirli più interamente in casa ma concentrano gli sforzi delle proprie strutture sul controllo del rischio e aumentano la diversificazione affidandosi a gestori professionali selezionati sul mercato – analizza il Presidente dell’AdEPP -. Anche il legislatore ha fatto la sua parte, penalizzando dal punto di vista fiscale gli investimenti diretti”.

“La gestione indiretta, virtuosa, correrebbe il rischio di essere appesantita se il decreto investimenti prevedesse modalità di selezione fuori mercato, come le gare con le stesse regole degli appalti delle Pubbliche Amministrazioni”, ha aggiunto Oliveti.

Negli ultimi anni inoltre molti Enti Previdenziali Privati hanno attuato delle politiche di investimento per abbassare l’esposizione diretta in immobili apportandoli in fondi di investimento alternativi (FIA), con l’obiettivo di mettere a  reddito gli stabili e quando possibile di venderli.

“L’operazione di vendita degli immobili richiede tempi piuttosto lunghi per evitare perdite dall’immissione sconsiderata di immobili nel mercato e non può ignorare l’andamento del mercato immobiliare italiano, la crisi demografica e i processi di riorganizzazione e ristrutturazione del lavoro che impattano sull’immobiliare destinato agli uffici”, ha tuttavia precisato Oliveti.

UN CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

Durante la presentazione del Rapporto sugli investimenti, l’AdEPP ha reso pubblico il Codice di autoregolamentazione sugli investimenti varato dall’associazione.

Le Casse hanno infatti deciso di dotarsi di un documento di indirizzo senza attendere l’emanazione di un regolamento governativo sui limiti degli investimenti.

“Il nostro è un sistema maturo che cresce e che intraprende percorsi avanzati di autoregolamentazione nell’ottica di un’autonomia responsabile – ha detto Oliveti –. In considerazione della rilevanza del patrimonio gestito dalle Casse, infatti, abbiamo ritenuto che l’adozione di un codice di autoregolamentazione in materia di investimenti fosse necessaria e improcrastinabile per  garantire la trasparenza, l’ottimizzazione dei risultati e la tutela degli iscritti secondo le migliori pratiche già adottate dagli enti di previdenza e gli indirizzi del legislatore”.

“Allo stesso tempo il Codice di autoregolamentazione esprime la nostra esigenza di utilizzare mezzi privati e di muoverci con agilità nel mercato per trarre le migliori opportunità”, ha detto il Presidente dell’AdEPP.

 

NOTA: Il Rapporto investimenti prende in considerazione le attività, a valore di mercato, di: Cassa Notariato, Cassa Forense, INARCASSA, CNPADC, ENPAV, ENPACL, ENPAP, ENPAPI, INPGI, ENASARCO,  ENPAIA, EPAP, ONAOSI, ENPAM, ENPAB, EPPI, Cassa Geometri, Cassa Ragionieri.

Non sono comprese nell’analisi: CASAGIT (poiché è un fondo sanitario) ed ENPAF e FASC (che non fanno parte dell’AdEPP)