IL PRESIDENTE DELL’ENPAPI ASSICURA GLI INFERMIERI NEO LAUREATI: “SIAMO ATTENTI A CHI PUO’ AVERE DIFFICOLTA’ ALL’AVVIO DELLA PROFESSIONE”

di NURSE TIMES

“Faccia a faccia” con Mario Schiavon numero uno dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica. “I giovani che escono dall’Università molte volte non hanno nessun orientamento sull’esercizio della libera professione. Ma è un aspetto importante e lo dicono anche i numeri”. L’intervista realizzata dal Direttore Responsabile di NURSE TIMES, Salvatore Petrarolo.

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UN MILIONE DI EURO PER ASSISTERE GLI INFERMIERI IN DIFFICOLTÀ

di Nurse24

Dal 2012 i soldi derivanti dalla riduzione dei costi degli Enti di Previdenza privati e privatizzati venivano tassati, prima del 5% e poi del 15%. In pratica, gli Enti tagliavano e risparmiavano e poi sul gruzzolo accumulato nell’anno dovevano prelevare una bella somma che finiva in tasca allo Stato. Da quest’anno la Corte Costituzionale, con la sentenza 7/2017, ha detto basta. La Consulta si è espressa in difesa dell’autonomia delle casse e di fatto ha dato il via libera agli enti per poter riavere indietro i soldi.

Nel caso dell’ENPAPI parliamo di circa 200 mila euro l’anno versati dal 2012 ad oggi. In pratica, facendo un rapido calcolo, circa un milione di euro. «Non so se recupereremo tutto – dice Mario Schiavon Presidente dell’ENPAPI -. Ci sarà un confronto con i Ministeri e ci saranno delle disposizioni da seguire. Intanto però ribadiamo che noi siamo stati sempre contrari a pagare questa tassa. Siamo privati sotto il profilo gestionale e autonomi sotto il profilo finanziario. Questo perché i soldi che noi abbiamo li riceviamo dai nostri iscritti e con questi dobbiamo dare assistenza. Se siamo autonomi sotto tutti i profili è anche vero che dovremmo avere la possibilità di gestire al meglio le risorse a favore dei nostri iscritti. Forse i governi nel tempo sono andati un po’ oltre nei rapporti con le Casse».

Ma adesso la musica cambia. E Schiavon ha già in mente che cosa fare con quei soldi, non appena torneranno a disposizione. «Assistenza, assistenza, assistenza – dice -. Abbiamo un fondo assistenza che va a soddisfare le domande degli iscritti. Le priorità sono per le persone maggiormente in difficoltà economica, per le malattie e per gli orfani». Nel tempo i redditi dei professionisti della sanità sono calati e non di poco. Dai 30 mila euro l’anno di fatturato dichiarato nel 2008, ad oggi si arriva a malapena ai 25 mila euro. Senza considerare altre forme di lavoro autonomo, come i voucher, che spesso mascherano lavoro dipendente a tutti gli effetti. «Su questo punto – dichiara Schiavon – siamo stati sempre chiari: i voucher non sono ammissibili». E poi ci sono i giovani neolaureati costretti ad andare a lavorare magari nelle case di riposo private a 5 euro l’ora e finire pure nella turnazione notturna.

Purtroppo – dice Schiavon – l’effetto della diminuzione dei redditi è dovuto proprio all’entrata di tanti giovani nel mondo del lavoro con un reddito davvero basso.

Insomma i redditi dei liberi professionisti tendono ad andare sempre più giù, i giovani hanno sempre più difficoltà ad avere compensi dignitosi. E allora l’ENPAPI può essere un’ancora di salvezza per molti. «Negli ultimi anni – dice Schiavon – siamo passati dai 200 mila euro l’anno destinati all’assistenza a quasi tre milioni di euro l’anno. E parliamo di assistenza in termini di malattia dopo 30 giorni, interventi di stato di bisogno fino a 12 mila euro l’anno, mille euro al mese che diamo ai bambini orfani, 500 euro al mese a chi ha un portatore di handicap in casa. Tutti interventi che possiamo arricchire se avessimo la disponibilità finanziaria».

 

IL “VENTENNALE” DEGLI ENTI 103

di Simona D’Alessio

La fiducia (ben riposta) nelle opportunità di assistenza del proprio Ente previdenziale da parte degli iscritti. È stato questo uno degli elementi principali emerso durante la terza e ultima celebrazione tenutasi nell’arco del 2016 per il ventennale delle Casse pensionistiche private (sorte grazie al Decreto legislativo 103 del 1996), che si è svolta il 13 dicembre, presso il Centro Congressi Roma Eventi, a due passi da Piazza di Spagna, nel cuore della Capitale; protagonisti della giornata i cinque Enti di «nuova generazione», ossia l’ENPAPI (che accoglie chi esercita la libera professione infermieristica), l’ENPAB (Biologi), l’ENPAP (Psicologi), l’EPAP (Geologi, Chimici, Attuari e Dottori Agronomi e Forestali) e l’EPPI (Periti Industriali), i cui Presidenti Mario Schiavon, Tiziana Stallone, Felice Damiano Torricelli, Stefano Poeta e Valerio Bignami hanno sì illustrato i risultati ottenuti a beneficio dei 160.238 professionisti loro associati, ma hanno pure messo in luce le criticità, a partire dall’onerosa tassazione e dai risparmi alle spese interne i cui proventi (in base alla «spending review», applicata alle Casse, sebbene siano private) devono essere destinati all’Erario e non a migliorare le prestazioni degli iscritti.

Come accennato, però, grande spazio nel dibattito lo hanno avuto le testimonianze di coloro che figurano negli elenchi degli Enti, in grado di rappresentare in maniera genuina la propria esperienza. Per l’ENPAPI lo ha fatto Simone Cioccari, un infermiere romano che pratica la libera attività dal 2011: la sua storia è quella di chi si è avvicinato con perplessità e pregiudizi alla propria Cassa pensionistica, domandandosi per quale ragione dovesse versarvi i contributi, e in un breve lasso di tempo si è dovuto ricredere, poiché ne ha compreso le potenzialità ed i vantaggi sulla propria pelle. Le prime rimostranze, ha raccontato alla platea, nel corso del convegno, le aveva espresse attraverso un gruppo creato su un «social network», definendo se stesso ed altri colleghi «vittime» dell’ENPAPI; Schiavon, però, venuto a conoscenza di questa protesta che correva sul web tramite una email, ha chiesto di incontrare Cioccari, che si è recato nella sede dell’Ente con qualche altro infermiere. Il faccia a faccia, ha spiegato, si è svolto con il Presidente che «ci ha messi a nostro agio e ha risposto alle nostre domande in modo pacato e gentile, chiarendo i nostri molteplici dubbi frutto di mancanza di conoscenza» in materia previdenziale. Una «bella esperienza», che ha diradato «le macchie scure del nostro non sapere», a partire dalla quale «la considerazione verso l’ENPAPI e verso le persone che vi operano è cambiata radicalmente».

Il destino, tuttavia, aveva in serbo dell’altro per Cioccari, che ha toccato con mano il valore degli interventi di welfare predisposti dalla sua Cassa: ammalatosi di una patologia genetica nel 2015, ha subito «sette interventi di chirurgia addominale, sempre in regime di urgenza, e rischiando la vita più volte», dopo i quali sono sopraggiunti «problemi fisici» tali da impedirgli di lavorare. Avviata la pratica, l’Ente (che ne ha verificato le condizioni) gli ha «assicurato una importante entrata economica, che mi ha permesso di poter vivere dignitosamente nel mio periodo nero»; purtroppo, una nuova malattia alcuni mesi fa lo ha indotto a contattare nuovamente l’ENPAPI, per capire se «il ripetersi del mio quadro di salute potesse essere valutato per un ulteriore aiuto: con mia grande felicità, mi è stato accordato un nuovo sostegno finanziario, che mi sta aiutando tuttora, durante la convalescenza». Inoltre, ha voluto puntualizzare, «mi sono stati bloccati per un determinato periodo i pagamenti contributivi arretrati che stavo eseguendo, essendomi trovato in una fase di grande difficoltà economica».

La vicenda di Cioccari, pertanto, come rilevato dallo stesso iscritto, era iniziata con un’opinione negativa della propria Cassa previdenziale, ma l’esito è stato esattamente l’opposto: «sono strafelice – ha, infatti, concluso l’infermiere capitolino – di essermi sbagliato».

 

VIA LIBERA DEL GOVERNO A USO RISPARMI CASSE PER WELFARE PROFESSIONISTI

Comunicato Stampa ADEPP

Non più all’erario ma a beneficio dei professionisti. Il Governo si è espresso a favore della destinazione dei proventi della spending review delle Casse di previdenza private al welfare dei professionisti loro iscritti.

L’Esecutivo ha infatti accolto come raccomandazione l’ordine del giorno 9/4127-bis-A/3 presentato alla Camera dei Deputati dall’on. Silvia Fregolent durante l’iter della legge di bilancio 2017.

L’impegno prevede che i versamenti finora fatti dagli Enti di previdenza privati “al Bilancio dello Stato per le norme sulla «spending review», d’ora in poi vengano invece utilizzati per rafforzare direttamente il welfare sussidiario nei confronti dei liberi professionisti associati”.

“È un atto di giustizia che chiediamo da tempo – commenta Alberto Oliveti, presidente dell’AdEPP, associazione che raccoglie gli enti di previdenza privati -. Così come è giusto che i risparmi delle pubbliche amministrazioni vadano allo Stato, è altrettanto giusto che i risparmi degli enti privati vadano a vantaggio di chi li finanzia, e cioè ai professionisti”.

Negli ultimi tre anni gli enti di previdenza dei professionisti, pur essendo privati e non ricevendo contributi pubblici, hanno versato 29 milioni di euro nelle casse dello Stato in base alle norme sulla “spending review”.

“La crisi ha colpito duramente i professionisti italiani – continua il presidente dell’AdEPP – e non è più possibile caricare su di loro ogni tipo di spesa pubblica. Con questi fondi che speriamo di recuperare intendiamo finanziare interventi di sostegno al reddito per i nostri iscritti”.

 

 

 

RAPPORTO INVESTIMENTI ADEPP: CRESCE IL PATRIMONIO DEGLI ENTI DI PREVIDENZA PRIVATI

Comunicato Stampa ADEPP

73 miliardi di euro con una crescita percentuale di oltre 4 punti in un anno: a tanto ammontano le attività totali a valori di mercato detenute dagli Enti di Previdenza Privati aderenti all’AdEPP. Il dato è contenuto nel Rapporto sugli investimenti, realizzato dal Centro studi AdEPP,  presentato oggi a Roma.

LE CASSE PUNTANO SULL’ITALIA

Lo studio ha messo in luce la crescita delle risorse investite nell’economia nazionale. Per quanto riguarda la componente di titoli di capitale investita sul territorio italiano si registra un netto aumento, con le “azioni” tricolore che sono passate dal 22,7% al 28,8% del totale. Un balzo in avanti del 6,1% in un anno.

“Oggi le Casse hanno investimenti in titoli di capitale italiani per circa 3 miliardi di euro, un dato che fa emergere il ruolo di primo piano che gli enti dei professionisti interpretano nel sostegno alla crescita del Paese – ha detto il Presidente dell’AdEPP Alberto Oliveti durante la presentazione della ricerca –. Non a caso i nostri investimenti continuano ad andare in settori cruciali dell’economia reale”. Oltre che nel settore finanziario, infatti, i titoli di capitale italiani acquistati dagli Enti AdEPP sono ripartiti principalmente tra le Utilities (18%), il settore dell’Energia (12,8%), quello Sanitario (5,9%) e Industriale (5,7%).

“Ricordiamo comunque che in generale, considerando tutti i tipi di investimento, più del 60% delle nostre risorse sono in Italia, come ha già dimostrato un precedente studio basato sui bilanci 2014”, ha precisato Oliveti.

PATRIMONIO AUMENTATO

In totale le attività degli Enti aderenti all’AdEPP sono aumentate dai 69,9 miliardi del 2014 ai 73,3 miliardi di euro del 2015 (+4,6%).

“La crescita è dovuta alla buona gestione degli investimenti ma anche al fatto che il saldo tra le entrate contributive e le prestazioni delle Casse AdEPP è positivo – osserva Oliveti – e questo deve ricordare a tutti che i patrimoni degli Enti sono fatti di contributi dei lavoratori, accantonati per essere messi a reddito e per pagare pensioni, non per essere impiegati impropriamente o per essere decurtati da doppie o triple tassazioni”.

“Visto che ogni tanto qualcuno se lo dimentica o fa confusione, vale anche la pena sottolineare che nessuna Cassa previdenziale privata é mai fallita (INPDAI era pubblica quando fallì) e tutte stanno meglio di quando erano pubbliche”, ha ribadito il presidente dell’AdEPP.

GESTIONE SEMPRE PIU’ PROFESSIONALE

Un altro aspetto evidenziato dal Rapporto AdEPP è la tendenza sempre più marcata a una gestione indiretta del patrimonio sia mobiliare sia immobiliare. Se nel 2011 il 58,5% degli investimenti delle Casse era gestito direttamente e solo il 41,5% era a gestione indiretta, cinque anni dopo la situazione si è completamente invertita: a fine 2015 quasi il 59% del patrimonio era a gestione indiretta.

“Con l’aumento dei patrimoni, le Casse tendono a non gestirli più interamente in casa ma concentrano gli sforzi delle proprie strutture sul controllo del rischio e aumentano la diversificazione affidandosi a gestori professionali selezionati sul mercato – analizza il Presidente dell’AdEPP -. Anche il legislatore ha fatto la sua parte, penalizzando dal punto di vista fiscale gli investimenti diretti”.

“La gestione indiretta, virtuosa, correrebbe il rischio di essere appesantita se il decreto investimenti prevedesse modalità di selezione fuori mercato, come le gare con le stesse regole degli appalti delle Pubbliche Amministrazioni”, ha aggiunto Oliveti.

Negli ultimi anni inoltre molti Enti Previdenziali Privati hanno attuato delle politiche di investimento per abbassare l’esposizione diretta in immobili apportandoli in fondi di investimento alternativi (FIA), con l’obiettivo di mettere a  reddito gli stabili e quando possibile di venderli.

“L’operazione di vendita degli immobili richiede tempi piuttosto lunghi per evitare perdite dall’immissione sconsiderata di immobili nel mercato e non può ignorare l’andamento del mercato immobiliare italiano, la crisi demografica e i processi di riorganizzazione e ristrutturazione del lavoro che impattano sull’immobiliare destinato agli uffici”, ha tuttavia precisato Oliveti.

UN CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

Durante la presentazione del Rapporto sugli investimenti, l’AdEPP ha reso pubblico il Codice di autoregolamentazione sugli investimenti varato dall’associazione.

Le Casse hanno infatti deciso di dotarsi di un documento di indirizzo senza attendere l’emanazione di un regolamento governativo sui limiti degli investimenti.

“Il nostro è un sistema maturo che cresce e che intraprende percorsi avanzati di autoregolamentazione nell’ottica di un’autonomia responsabile – ha detto Oliveti –. In considerazione della rilevanza del patrimonio gestito dalle Casse, infatti, abbiamo ritenuto che l’adozione di un codice di autoregolamentazione in materia di investimenti fosse necessaria e improcrastinabile per  garantire la trasparenza, l’ottimizzazione dei risultati e la tutela degli iscritti secondo le migliori pratiche già adottate dagli enti di previdenza e gli indirizzi del legislatore”.

“Allo stesso tempo il Codice di autoregolamentazione esprime la nostra esigenza di utilizzare mezzi privati e di muoverci con agilità nel mercato per trarre le migliori opportunità”, ha detto il Presidente dell’AdEPP.

 

NOTA: Il Rapporto investimenti prende in considerazione le attività, a valore di mercato, di: Cassa Notariato, Cassa Forense, INARCASSA, CNPADC, ENPAV, ENPACL, ENPAP, ENPAPI, INPGI, ENASARCO,  ENPAIA, EPAP, ONAOSI, ENPAM, ENPAB, EPPI, Cassa Geometri, Cassa Ragionieri.

Non sono comprese nell’analisi: CASAGIT (poiché è un fondo sanitario) ed ENPAF e FASC (che non fanno parte dell’AdEPP)

 

 

 

 

 

IL GOVERNO REGOLAMENTA I VALORI MEDI DI LIQUIDAZIONE DELLE PRESTAZIONI DELLE PROFESSIONI SANITARIE

di Mario Schiavon

Il Governo ha emanato il Decreto n. 165 del 19 luglio 2016 (G.U. n.201 del 29-8-2016 – Suppl. Ordinario n. 38) disciplinante i parametri per la liquidazione da parte di un Organo giurisdizionale dei compensi medi per le seguenti professioni sanitarie: infermieri, medici veterinari, farmacisti, psicologi, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia medica.
La norma detta, quindi, le disposizioni per la quantificazione dei compensi da corrispondere alle categorie professionali anzidette  nel caso di liquidazione da parte dell’Organo giurisdizionale.
Tra i parametri considerati per quantificare gli importi da liquidare, i più importanti sono: il costo del lavoro, il costo della tecnologia sanitaria, i consumi e il margine di remuneratività correlato al rischio imprenditoriale e alla complessità del caso.

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Mario Schiavon (ENPAPI): “sempre più dalla parte degli Infermieri con P.IVA”

Intervista al presidente della cassa previdenziale dei liberi professionisti per fare il punto sulle ultime novità sull’Ente.

di NURSE 24

 Mario Schiavon (ENPAPI): “sempre più dalla parte degli Infermieri con P.IVA”

L’impegno della Cassa previdenziale ENPAPI a favore della Libera Professione Infermieristica è costante e tangibile, come pure l’azione di conduzione politico-gestionale del suo presidente, Mario Schiavon. Con lui abbiamo voluto scambiare delle opinioni sulla previdenza e sul futuro pensionistico degli Infermieri dotati di partita IVA. Ne è scaturita una interessante intervista che di seguito proponiamo.

La Corte dei Conti ha recentemente dato l’ok al Bilancio Consuntivo 2015. E’ una grande vittoria per l’ENPAPI e per Lei personalmente. Sapevate di raggiungere questo obiettivo senza problemi?
La valutazione positiva del Bilancio consuntivo 2015, da parte della Corte dei Conti, è, senz’altro, motivo di grande soddisfazione. Devo dire, ad onor del vero, che le aspettative mie e dell’Ente andavano proprio in questo senso: ENPAPI, da tempo, pone come presupposto della sua gestione proprio quegli elementi evidenziati, positivamente, dalla Corte dei Conti: crescita della popolazione assicurata (vista, anche, come elemento di “regolarizzazione” delle modalità di esercizio libero – professionale), miglioramento dell’adeguatezza delle prestazioni, economicità, gestione finanziaria improntata al mantenimento di un adeguato rapporto rischio/rendimento.

Venti anni fa sono nati gli Enti previdenziali dei liberi professionisti. Cosa è cambiato da allora per gli Infermieri?

Proprio in questo periodo gli Enti privati di previdenza obbligatoria, sorti a seguito dell’emanazione del D.lgs. 103/96, stanno ricordando, con una serie di iniziative, i venti anni dalla loro istituzione. Come ho accennato poc’anzi, il ruolo di ENPAPI per lo sviluppo della libera professione infermieristica, è stato significativo. Oggi, rispetto al periodo immediatamente successivo all’istituzione, i Professionisti Infermieri, Assistenti sanitari, Infermieri pediatrici, hanno a disposizione un sistema integrato di welfare, che consente loro di usufruire di prestazioni, interventi, servizi. Tutto ciò è avvenuto in un contesto normativo che certamente non è stato e continua a non essere favorevole: in venti anni l’unico intervento normativo a favore di ENPAPI e degli altri Enti “103” è stato rappresentato dalla legge “Lo Presti”, che ha offerto la possibilità, dopo l’approvazione dei nostri regolamenti, da parte dei Ministeri vigilanti, di incrementare il contributo integrativo fino al 4%, con destinazione del 2% ai montanti contributivi. Tutti gli altri temi sollevati (autonomia, welfare, fiscalità, controlli) sono ancora sul tavolo in attesa di risoluzione.

L’ENPAPI è uno degli Enti previdenziali più floridi in Italia. Pensa che la scelta della libera professione infermieristica e quindi le iscrizioni alla Cassa da Lei rappresentata possano aumentare nei prossimi anni con il riconoscimento delle tanto discusse nuove competenze?

 ENPAPI è uno degli Enti che, negli ultimi anni, ha presentato il maggiore tasso di crescita di nuove iscrizioni: ciò è avvenuto sicuramente a causa della fisiologica crescita delle modalità di esercizio autonoma diverse da quella subordinata, ma anche grazie all’azione svolta dall’Ente per regolarizzare le iscrizioni e le posizioni contributive, non solo verso i liberi professionisti autonomi e associati, ma anche verso le aziende committenti che instaurano con i Professionisti infermieri rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche non abituale. Credo, più in generale, che lo sviluppo dell’esercizio libero – professionale sia destinato a continuare nel tempo, con conseguente aumento del numero dei Professionisti assicurati.

L’Ente da Lei rappresentato è uno di quelli che ha scelto di non vessare l’iscritto ma di coinvolgerlo sempre di più nelle attività della Cassa previdenziale, fornendo contributi, borse di studio, rateizzazioni delle gabelle e quant’altro posso avvantaggiare chi è in regola con le quote contributive. L’ENPAPI ha ottenuto già dei riscontri positivi da questa politica?

In un contesto come quello in cui la legge impone di calcolare le pensioni con il sistema contributivo, che non garantisce, di per sé, un adeguato tasso di sostituzione, l’Ente non poteva non affiancare interventi e servizi diversi, diretti ad offrire ai Professionisti assicurati un senso di vicinanza durante tutto l’arco della vita professionale. Tra questi, segnalo le misure dirette ad agevolare gli iscritti in un periodo, come questo, caratterizzato dalla crisi economica e finanziaria. La rateizzazione, tra queste, ha un grande appeal, proprio per la possibilità di dilazionare, anche fino a 48 mesi, il dovuto contributivo. Preciso, al riguardo, che i contributi obbligatori non possono essere considerati al pari di “tasse”, ma sono una vera e propria forma di risparmio e, quindi, di investimento sul proprio futuro pensionistico.

 Ora una nota di colore. Di recente ha avuto un incontro con il primo ministro Matteo Renzi. Può spiegare agli Infermieri Liberi Professionisti che ci seguono cosa vi siete detti?

Nel corso dell’incontro, avvenuto tra il premier e i vertici dell’Associazione degli Enti Previdenziali Privati (Adepp) ove io ho partecipato in veste di vice presidente, si è discusso molto sulla volontà e sulla disponibilità degli Enti privati di previdenza obbligatoria di investire nel sistema “Paese”, evidenziando, però, la necessità di una “messa a punto” del sistema normativo che governa gli Enti stessi, nei termini della maggiore autonomia, dell’abbattimento della fiscalità, della semplificazione dei controlli, interventi, tutti, diretti a migliorare l’efficacia dell’azione degli Enti in favore degli Iscritti.

http://www.nurse24.it/schiavon-enpapi-partita-iva

LA CORTE DEI CONTI PROMUOVE ENPAPI SUL BILANCIO CONSUNTIVO 2015.

Risultato netto euro 4.668.000, Schiavon: “Riscontro positivo”

di Simona D’Alessio

La Corte dei Conti (Sezione Controllo Enti), ha concluso l’esame del Bilancio Consuntivo 2015 dell’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della Professione Infermieristica), che era stato approvato dal Consiglio di Indirizzo Generale, su proposta del Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 22 aprile 2016. Nella Relazione la Magistratura contabile «dà atto che il risultato netto di esercizio è pari ad € 4.668.000» e che «il patrimonio netto si è attestato in aumento del 10,8% rispetto al precedente, mentre il rendimento netto del portafoglio titoli si è attestato al 3,11%». La Corte, inoltre, sottolineata la continua crescita delle entrate contributive (+2,7% rispetto al 2014), «effetto, questo, derivante dalla combinazione dell’aumento del numero dei professionisti iscritti con gli esiti dell’entrata in vigore delle riforme strutturali approvate in precedenza» dall’Ente; nel documento si sottolineano anche gli interventi posti in essere dall’Ente per il recupero delle iscrizioni obbligatorie, attraverso l’avvio di sinergie con varie Istituzioni, quali i Collegi IPASVI e l’Agenzia delle Entrate. Per quanto concerne, poi, il Bilancio Tecnico 2015/2064, approvato dal Consiglio di Indirizzo Generale lo scorso 16 dicembre, la Corte «ha osservato che il saldo previdenziale, nonostante una flessione dall’anno 2036, rimane sempre positivo, sia per la Gestione Principale sia per la Gestione Separata», pertanto «dalle proiezioni del Bilancio Tecnico 2015-2064 emerge la sostenibilità finanziaria dell’Ente per il periodo preso a riferimento». Soddisfatto il Presidente dell’ENPAPI, Mario Schiavon: «Il riscontro così positivo della Corte dei Conti è significativo per noi, e ci incoraggia ad andare avanti nella gestione oculata del risparmio previdenziale degli infermieri nostri iscritti. L’obiettivo dell’ENPAPI – aggiunge – è fare sempre meglio, e quanto certificato dalla Relazione dei giudici contabili rappresenta un ulteriore, fondamentale incentivo».

 http://enpapi.it/LinkClick.aspx?fileticket=tbH1okvbZOw%3d&tabid=40&language=it-IT

IL VALORE DEL LAVORO PER LA PREVIDENZA DEL FUTURO

di Simona D’Alessio

«Mi fa piacere aver avuto l’opportunità di far sentire ai nostri interlocutori del mondo politico ed istituzionale con quanta passione gestiamo questi Enti di Previdenza», e aver manifestato loro che «quello che prestiamo ai nostri iscritti è un servizio nobile, che spesso presenta aspetti di vera difficoltà». Con queste parole il Presidente dell’ENPAPI (Ente di Previdenza ed Assistenza della Professione Infermieristica), Mario Schiavon, ha concluso il secondo appuntamento celebrativo del ventennale dall’istituzione delle Casse pensionistiche private di «nuova generazione» (costituitesi grazie al Decreto legislativo 103/1996), che si è tenuto nella mattinata del 14 luglio, nella sede dell’ENPAPI, in Via Alessandro Farnese, a Roma. Nel corso dei lavori, che sono stati coordinati dal giornalista del Tg1 Francesco Giorgino, i Presidenti degli Enti hanno potuto interloquire con tre rappresentanti di diverse aree politiche, conoscitori dei temi previdenziali: il Responsabile Economico del Partito Democratico Filippo Taddei, il Presidente della Commissione bicamerale di controllo sull’attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, Lello Di Gioia del Misto ed il Responsabile per le Politiche per il Sud di Forza Italia, Severino Nappi.

Il professor Angelo Pandolfo, docente di Diritto del lavoro e della previdenza sociale all’Università La Sapienza di Roma, ha fatto una ricognizione su quanto avvenuto, nella previdenza dei liberi professionisti, dall’emanazione del Decreto del 1996, sottolineando, fra l’altro, come vi sia stato il «riconoscimento legislativo delle misure di welfare adottate dalle cosiddette «Casse 103», e alcune forme di assistenza che hanno ideato si sono, poi, rivelate utili ai fini del miglioramento della tutela pensionistica»; il ragionamento evidenziato è che «se l’Ente viene in soccorso del professionista, aiutandolo ad uscire da una situazione di difficoltà, gli fornisce sì un sostegno nell’immediato nell’attività, ma lo mette anche nelle condizione di salvaguardare la propria, futura prestazione previdenziale». Dunque, secondo Pandolfo, «la differenziazione fra assistenza e previdenza non è, alla fine, così netta».

Importante è stato, a seguire, per Taddei sgomberare, dinanzi ai Presidenti delle Casse Tiziana Stallone dell’ENPAB (Biologi), Felice Damiano Torricelli (ENPAP, Psicologi), Stefano Poeta (EPAP, Geologi, Chimici, Attuari e Dottori Agronomi e Forestali) e Valerio Bignami (EPPI, Periti Industriali) il campo dagli equivoci: «Non c’è nessun interesse da parte del principale partito di maggioranza e del Governo a mettere le mani su importanti risorse private, perché vincolate ad un pilastro fondamentale che è la previdenza», ha scandito il Responsabile Economico della formazione di centrosinistra. E, con riferimento alle dettagliate richieste delle Casse (dall’adeguatezza delle prestazioni future dei professionisti alla doppia tassazione sui ricavi da investimento e sui trattamenti erogati agli iscritti, che le Casse ritengono «troppo elevata e iniqua»), Taddei si è detto pronto al confronto, precisando che «non conta aprire i tavoli tecnici, conta che vengano chiusi».